Yurikukai Karate Firenze
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Il Maestro Gichin Funakoshi


Il Karate - le origini
La vera origine di questa antica arte marziale è tuttora motivo di aperto dibattito, ma sicuramente affonda le sue radici nella cultura giapponese, e in parte di quella cinese, a partire dal XII sec. Secondo la storia più accreditata il Karate nasce in una piccola lingua di isole che collegano le isole maggiori del Giappone meridionale alla famosa isola sotto le coste cinesi di nome Taiwan. I giapponesi indicano queste isole col nome di Isole Ryukyu. La più grande ed importante di esse è l'isola di Okinawa.
Di fatto fra i molteplici e complessi motivi che hanno portato allo sviluppo delle varie arti marziali orientali, fra cui anche il Karate, due sono i fattori che maggiormente hanno influito: lo sviluppo economico e commerciale di Okinawa (prima metà XV sec.) e il divieto dell'uso delle armi che risale agli inizi del XVII sec.


Karate, o Karate-do (l'arte di per sé), come lo conosciamo oggi, è un prodotto di sintesi tra l'antica arte Te del diciottesimo secolo, originaria di Okinawa, le antiche arti cinesi nate nel Tempio di Shaolin,ed altri stili praticati nel sud della Cina nella provincia del Fukien.
Il Karate come noi lo pratichiamo oggi ha origini recenti: solo all'inizio di questo secolo, grazie soprattutto al Maestro Gichin Funakoshi, il karate viene conosciuto al di fuori del Giappone.
Prima di tale data infatti, la pratica del karate era tramandata in segreto e comunque mai per scritto, ma solo attraverso una serie di esercizi codificati, i KATA.
Funakoshi presentò la prima volta il karate al pubblico giapponese nel 1922 quando professore presso l'università di Okinawa tenne una dimostrazione su richiesta del Ministero dell'Educazione, ed a seguito del successo della dimostrazione, cominciò a diffondere il karate nelle università giapponesi, e precedette alla codifica delle tecniche, così come attualmente vengono riconosciute.
Lo stile Shotokan, praticato nella nostra palestra, fu creato dallo stesso M° Funakoshi e il nome deriva dal primo dojo da lui fondato nel 1938 e distrutto da un bombardamento nel 1945. In seguito l'insegnamento del Maestro Funakoshi si è evoluto ed stato tramandato sino ai giorni nostri attraverso i suoi allievi più anziani e tuttora viene praticato nel rispetto di quelle regole di forma, di gerarchia che fanno del karate un'arte marziale e non uno sport agonistico.

 

Il Karate - il significato del nome

Il termine Karate è composto da due ideogrammi: "kara" che significa “vuoto” e "te" che significa “mano” (l'arte della mano vuota); dove per vuota si può intendere il non utilizzo delle armi o nella forma più spirituale del termine il vuoto interiore che porta ad essere sempre presenti a se stessi.
Un aspetto importante da sottolineare è che il Karate, come dicevamo, non si può considerare uno Sport, così come comunemente viene inteso in Occidente. Non a caso non è inserito tra le discipline Olimpiche.
Non è infatti nello spirito del karate focalizzarsi nell'agonismo, considerando il compagno di pratica un avversario da battere, umiliare o sbeffeggiare.
Il fine del karate non è la conquista di una medaglia o di una coppa.
Il vero avversario è infatti dentro sé stessi, e tramite la pratica con un compagno il praticante riesce a rispecchiare ed evidenziare i propri limiti.

Il Karate - il Kihon

KIHON letteralmente significa "fondamentale" ed indica il complesso delle tecniche di difesa e di contrattacco eseguiti sia con le braccia che con le gambe che costituiscono i fondamentali di questa disciplina.
E' da qui si comincia ad apprendere ed assimilare tutte le tecniche basilari che poi saranno applicate nei successivi livelli.

Il Karate - i Kata
Il Kata, che letteralmente significa "forma", è forse la parte ove il Karate è racchiuso con tutti i suoi segreti e le sue radici più profonde. Il Kata nasce come documento storico, una forma codificata di gesti che raccoglieva sì la storia della scuola, ma che era anche in grado di camuffare quelli che erano i dettami più importanti della stessa scuola, in modo da permetterne la trasmissione solamente agli adepti che ne comprendevano le allegorie. Era insomma uno strumento che soltanto pochi avevano il beneficio di conoscere interamente e che dava comunque a tutti la possibilità di farne pratica.
Esistono diverse famiglie di Kata di provenienza varia che hanno segnato lo studio dei vari Stili. Ogni Kata racchiude in sè le informazioni più importanti che ogni stile ha al suo interno.
I Kata sono esercizi con un loro disegno sequenziale, con tecniche di difesa precostituite e con forme di attacco e contrattacco inserite nella forma che raffigura e simula un combattimento contro uno o più avversari. La pratica dei Kata migliora la velocità, il controllo, la respirazione, il ritmo, la coordinazione, la concentrazione e le prestazioni dei praticanti. Tutt'ora lo studio dei KATA è il principale strumento per la conoscenza e l'approfondimento del Karate.
Ci sono vari livelli di apprendimento dei KATA, partendo dai quelli fondamentali fino ai superiori dove sono richieste doti fisiche di coordinazione, di potenza e di velocità sempre maggiori.

Il Karate - il Kumite
Il Kumite, il combattimento, l'ultimo dei tre livelli fondamentali del Karate, racchiude un in se quella che si può definire la sintesi dei due livelli precedenti, ossia l'applicazione pratica delle tecniche di parata e di attacco nel combattimento reale contro un avversario. Il Kumite non è, comunque, il fine ultimo del karate tradizionale: il Karate è infatti una forma di autodifesa, e non un mezzo di offesa.
A differenza quindi di altre forme di combattimento sportivo, il karate tradizionale non premia la quantità dei colpi portati, ma la qualità, nel rispetto dell'avversario e delle regole di forma dettate dai vari livelli in cui esso può essere praticato.
Attraverso il Kumite l'allievo allena la potenza, la velocità ed il proprio autocontrollo.
La necessità di allenare il combattimento consentendo di eseguire le tecniche alla massima velocità e potenza senza provocare danni al compagni di pratica, ha introdotto un concetto fondamentale: la tecnica viene infatti arrestata qualche centimetro prima dell'effettivo obbiettivo del colpo: questo controllo permette un allenamento in sicurezza per i praticanti.
Esistono diversi gradi di Kumite che vengono allenati a seconda del grado di cintura degli allievi, partendo dal più basso, KIHON IPPON KUMITE,nel quale gli attacchi e le parate sono dichiarate in partenza e si svolge da fermi a comando, il JIYU IPPON KUMITE nel quale gli allievi dichiarano la tecnica, ma questa viene eseguita in movimento senza comando quindi il JIYU KUMITE , generalmente allenato solo dalle cinture nere più elevate in grado, durante il quale non viene dichiarata la tecnica ed ognuno attaccare liberamente scegliendo la tecnica o la combinazione di tecniche a lui più congeniali.
I M. Borgenni e Iacomini

I M. Borgenni e Boni
Le Cinture

Nel Karate i livelli di avanzamento nella pratica si distinguono dal colore della cintura. I livelli precedenti la cintura Nera, detti Kyu, sono tradizionalmente 9, anche se in alcune Federazioni ce ne sono solo 6, e sono associati nel seguente modo:

6° Kyu: cintura Bianca
5° Kyu: cintura Gialla
4° Kyu: cintura Arancio
3° Kyu: cintura Verde
2° Kyu: cintura Blu
1° Kyu: cintura Marrone

1°-10° Dan : Cintura Nera

I Dan successivi al 5° vengono di solito riservati ai maestri che si presentano a esami di fronte a commissioni internazionali o per speciali onorificenze, ed il 10° Dan è riservato ai grandi Maestri giapponesi, diretti discepoli dei maestri fondatori dei vari stili, ed è associato alla cintura Rossa.